Olha Vozna - Ucraina

Il programma è stato realizzato in collaborazione con il Ministero dell'Interno - Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione

e con il cofinanziamento del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2014-2020



Zachariah Haruna

Ghana

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    Aveva solo 16 anni nel 2011, quando ha deciso di lasciare la sua terra. Zachariah Haruna è partito da Kumasi, la sua città, nel cuore del Ghana, senza dire niente a nessuno, con due paia di pantaloncini e due magliette da calcio. Ha attraversato il deserto fino a raggiungere la Libia. A Tripoli però i bombardamenti della Nato lo hanno spinto a salire sul primo barcone per Lampedusa. Allora erano poche migliaia i minori stranieri approdati in Italia senza famiglia. Dal 2010 il fenomeno è in costante aumento: nei primi sei mesi di quest’anno ne sono arrivati 13600, l’equivalente di tutto il 2014.

    Zachariah è tornato per la prima volta in Ghana, con Davide Demichelis. Era fuggito da un Paese in cui non vedeva prospettive e soprattutto da una famiglia che lo emarginava, il padre ha sei mogli e Zachariah non ha mai conosciuto sua madre. L’emozione del ritorno, il calore con cui lo hanno accolto parenti e amici gli hanno fatto cambiare idea: un giorno tornerà in Ghana, vuole dare il suo contributo allo sviluppo.

    Oggi Zachariah vive a Padula, in provincia di Salerno. Cinque anni fa la Caritas diocesana ha accolto lui ed altri 24 minori in un agriturismo. E’ partito così uno dei primi progetti di assistenza ai minori stranieri, in Italia. Ora molti di quei ragazzi, ormai maggiorenni, si sono trasferiti. Zachariah e quattro suoi compagni di viaggio invece si sono stabiliti a Padula: hanno affittato una casa e trovato un lavoro.

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